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Debian o Ubuntu: quale scegliere davvero

Debian o Ubuntu: cosa cambia davvero tra le due tra freschezza dei pacchetti, cicli di rilascio, Snap e apt, supporto commerciale, server e desktop.

Edoardo Midali

Edoardo Midali

Developer · Content Creator

9 min di lettura

Devi installare Linux su un server o su un portatile e la scelta si è ridotta a due nomi. Le discussioni online non aiutano: chi difende Debian parla di purezza, chi difende Ubuntu parla di comodità, e nessuno dei due ti dice cosa cambia il martedì mattina quando devi installare un pacchetto. In questo articolo trovi le differenze concrete, quelle che senti nell'uso, e un verdetto per ogni caso d'uso.

Il rapporto tra le due

Ubuntu non è un'alternativa a Debian: è costruita su Debian, ne prende i pacchetti e li rielabora aggiungendo scelte proprie, un calendario fisso e un'azienda dietro.

Questo spiega quasi tutto il resto. Il formato dei pacchetti è lo stesso (.deb), il gestore è lo stesso (apt), la struttura delle directory è la stessa, i file di configurazione stanno negli stessi posti. Se sai muoverti su una, sai muoverti sull'altra: i comandi non cambiano di una virgola e i permessi funzionano identici.

Ogni due anni Ubuntu prende una fotografia di Debian testing, la congela, ci lavora sopra qualche mese e la rilascia come versione LTS. Nel mezzo escono le versioni intermedie ogni sei mesi. Debian invece rilascia quando è pronta, senza date promesse.

La domanda giusta quindi non è "quale è migliore", ma "mi servono le aggiunte di Ubuntu o mi danno fastidio".

Freschezza dei pacchetti

È la differenza che si sente per prima e più spesso.

Debian stable congela i pacchetti al momento del rilascio e da lì in avanti riceve solo correzioni di sicurezza. A metà del ciclo, la versione di PostgreSQL o di Python nei repository può avere due anni. Non è un difetto: è esattamente il progetto. Un server che non cambia da solo è un server che non ti sveglia di notte.

Ubuntu LTS parte da un punto più recente e, cosa più importante, distribuisce aggiornamenti di versione più spesso attraverso i repository aggiuntivi. Su hardware o software nuovo, la differenza è reale.

In pratica: se il tuo lavoro dipende da una versione recente di un runtime, su Debian finirai comunque per aggiungere un repository esterno, un contenitore Docker o un gestore di versioni. A quel punto il vantaggio di stabilità è già in parte annullato.

apt policy python3   # la versione che ti offre il sistema, prima di decidere

Fai questo controllo prima di installare, non dopo. Ti risparmia la scoperta a metà progetto.

Cicli di rilascio e supporto

DebianUbuntu LTS
CadenzaQuando è pronta (~2 anni)Fissa, aprile degli anni pari
Supporto standard~3 anni + 2 di LTS comunitario5 anni
Supporto estesoComunitario, variabileFino a 12 anni, a pagamento
Aggiornamento tra versioniDocumentato, funziona beneDocumentato, funziona bene
Prevedibilità del calendarioBassaAlta

La riga che conta davvero è l'ultima. Se pianifichi il ciclo di vita di venti macchine, sapere che ad aprile 2028 esce la prossima LTS ha un valore che la qualità tecnica non compensa. Se hai un server solo, è irrilevante.

Snap contro apt: il vero motivo dei litigi

Qui sta la differenza più discussa, e va spiegata bene perché è quella che porta le persone a lasciare Ubuntu.

Canonical spinge Snap, un formato di pacchetti autocontenuti: ogni applicazione porta con sé le sue dipendenze e gira isolata. In teoria risolve un problema vero, in pratica ha tre conseguenze che si notano subito:

  • Avvio più lento, soprattutto la prima volta e su dischi meccanici.
  • Ogni Snap si monta come un dispositivo separato: df -h diventa una lista lunghissima.
  • Gli aggiornamenti sono automatici e li rimandi solo entro certi limiti. Su un server, non tutti lo vogliono.

Il punto che infastidisce di più non è tecnico: su Ubuntu, alcuni pacchetti installati con apt install sono in realtà Snap camuffati. Chiedi Firefox con apt e ottieni uno Snap, senza averlo scelto.

Debian non fa nulla di tutto questo. apt install installa un pacchetto .deb e finisce lì.

snap list   # su Ubuntu, cosa è arrivato come Snap senza che tu lo scegliessi

Si può rimuovere Snap da Ubuntu, ma è una lotta contro la corrente: torna con gli aggiornamenti e alcuni pacchetti lo reintroducono. Se la cosa ti dà fastidio a livello di principio, la risposta onesta è usare Debian invece di combattere.

Supporto commerciale

Ubuntu ha Canonical dietro. Questo significa contratti di supporto, aggiornamenti di sicurezza estesi anche sui pacchetti dei repository secondari, certificazioni su hardware e cloud, e la garanzia che se una macchina va giù c'è un numero da chiamare.

Debian non ha nulla di simile in forma ufficiale. Esistono aziende e consulenti che offrono supporto, ma non c'è un ente unico responsabile.

Quando conta: ambienti aziendali con requisiti di conformità, o quando serve poter scrivere in un documento il nome del fornitore. Quando non conta: il tuo VPS personale, dove il supporto sei tu.

C'è un effetto collaterale che conta anche per chi non paga: il software commerciale (driver proprietari, agenti di monitoraggio, strumenti di database) dichiara compatibilità con Ubuntu LTS molto più spesso che con Debian. Funziona quasi sempre anche su Debian, ma sei fuori dalla combinazione testata.

Server: dove Debian vince quasi sempre

Su un server senza interfaccia grafica, quasi tutte le aggiunte di Ubuntu sono peso morto.

Debian installa meno cose, occupa meno RAM a riposo, non ha Snap, non ha messaggi promozionali nel login SSH e non ha componenti che chiamano casa. Il set di pacchetti di base è più piccolo, quindi c'è meno superficie da aggiornare e meno da rompere.

Se stai mettendo in piedi un server che deve girare per anni con manutenzione minima, Debian stable è la scelta più solida. Il percorso completo è in configurare un VPS da zero, e vale identico su entrambe.

Le eccezioni sono due, ed entrambe legittime:

  • Ti serve software recente sul server (un runtime nuovo, un database in versione corrente) e non vuoi impacchettare tutto.
  • Segui una guida o usi uno strumento che presuppone Ubuntu. Molte piattaforme documentano solo Ubuntu, e adattare costa tempo.

Per il resto — systemd, SSH, firewall, reverse proxy — l'esperienza è indistinguibile.

Desktop: dove Ubuntu ha ragione

Sul desktop il rapporto si ribalta, e il motivo è quasi tutto hardware.

Ubuntu include kernel più recenti nelle versioni LTS attraverso gli stack hardware aggiornati, e installa i driver proprietari (schede grafiche NVIDIA, Wi-Fi, Bluetooth) durante l'installazione con una casella da spuntare. Su un portatile comprato negli ultimi due anni, questo è la differenza tra "funziona" e "un pomeriggio a cercare firmware".

Debian su desktop funziona benissimo, ma su hardware recente devi sapere cosa stai facendo: abilitare i repository non liberi, installare i pacchetti firmware, a volte usare un kernel dai backport.

# Su Debian, la riga che manca a metà delle installazioni
sudo apt install firmware-linux firmware-iwlwifi

Il criterio pratico: hardware di due anni o meno, o non hai voglia di occupartene → Ubuntu. Hardware maturo, o ti piace controllare cosa entra → Debian.

Gli errori che fanno perdere ore

Installare Debian stable e poi aggiungere repository di testing. Sembra il compromesso perfetto: base stabile, pacchetti recenti. In realtà mescola librerie di sistema incompatibili e prima o poi ottieni un sistema che non si aggiorna più. Se ti serve software recente, usa i backport ufficiali o un contenitore, non un mix di repository.

Scegliere Ubuntu non-LTS su un server. Le versioni intermedie hanno nove mesi di supporto. Nove mesi dopo l'installazione il server smette di ricevere aggiornamenti di sicurezza e nessuno se ne accorge. Su server, solo LTS.

Dare per scontato che una guida Ubuntu funzioni su Debian. Il 90% sì. Il 10% no, e sono i nomi dei pacchetti, l'utente predefinito, sudo non configurato di serie su Debian se durante l'installazione hai impostato la password di root.

Aspettarsi differenze di prestazioni. Non ce ne sono di significative a parità di servizi attivi. Chi dice che una delle due è "più veloce" sta confrontando installazioni con software diverso in esecuzione.

Il confronto in una tabella

DebianUbuntu LTS
Freschezza pacchettiConservativaPiù recente
SnapAssentePresente e spinto
Driver hardware recenteDa configurareAutomatico
Peso a riposoMinoreMaggiore
Supporto commercialeNo
Documentazione e guideBuonaSterminata
Server duraturoIdealeOttimo
Desktop modernoBuono, con lavoroIdeale

Il verdetto per caso d'uso

Server che deve durare senza attenzioni → Debian stable

Server dove segui guide o usi software commerciale → Ubuntu LTS

Portatile o desktop con hardware recente → Ubuntu LTS

Desktop su hardware maturo, vuoi il controllo → Debian

Primo Linux in assoluto → Ubuntu LTS, o Mint se arrivi da Windows

Container e immagini di base → Debian slim, quasi sempre più piccola

Non hai un motivo per scegliere → Ubuntu LTS, e cambi dopo se serve

In sintesi

Ubuntu è Debian con un calendario, un'azienda e alcune scelte in più. Le scelte in più ti aiutano sul desktop e ti pesano sul server.

Le tre differenze che senti davvero sono la freschezza dei pacchetti, la presenza di Snap e il comportamento con l'hardware recente. Tutto il resto è uguale: stessi comandi, stessi file, stesse competenze.

La scelta è meno definitiva di quanto sembri. Passare dall'una all'altra costa un pomeriggio, e quello che impari vale su entrambe.

Se vuoi il quadro più ampio prima di decidere, vedi le migliori distro Linux nel 2026 e cos'è una distro Linux. Se vuoi provare senza toccare il disco, il modo più veloce su Windows è WSL, oppure una macchina virtuale — e se stai valutando di installarla accanto a Windows, leggi prima la guida al dual boot.