Torna al blog

Come iniziare con gli AI Agent nel 2026

Guida pratica per costruire il primo AI agent: concetti base, stack consigliato, esempio di architettura e best practice per la produzione.

Edoardo Midali

Edoardo Midali

Developer · Content Creator

3 min di lettura

Gli AI agent sono passati da demo a strumenti di produttivita reale. In questa guida creiamo un percorso minimo per arrivare da zero a un agent funzionante in produzione. Gli AI agent sono passati da demo a strumenti di produttivita reale. Questa guida e pensata per arrivare da zero a un agent funzionante in produzione, con focus su sicurezza, costi e osservabilita.

Concetti base

  • Agent: modello + policy che decide azioni in base al contesto e ai tool disponibili.
  • Tools: funzioni esterne (API, DB, code executor) che l'agent puo invocare via schema.
  • Memory: stato persistente (vector store, log conversazionale, cache) per continuita.
  • Orchestrazione: grafo o workflow che coordina pianificazione, esecuzione, error handling.

Stack consigliato (2026)

ComponenteOpzioniPerche
ModelloGPT-5.1, Claude 3.7, Gemini 2Ragionamento solido, tool calling affidabile
OrchestrazioneLangGraph, AutoGen, CrewAIGrafi di chiamate, controllo loop e sicurezza
ProtocolloModel Context Protocol (MCP)Registry standard per tool, integrazione con editor IDE
ToolsOpenAPI, client DB, code runner isolatoAzioni auditabili e limitate
MemoryVector DB (Pinecone/Vectorize), RedisRecupero contesto e throttling
DeployCloudflare Workers, Vercel, FlyLatenza bassa, scalabilita edge

Passi rapidi (hello-agent)

  1. Definisci il caso d'uso singolo (es. riassumere ticket, generare report settimanale).
  2. Crea un grafo semplice planner -> executor; limita il numero di step.
  3. Esponi solo tool sicuri (read-only DB, API con rate limit, email con destinatari whitelisted).
  4. Aggiungi guardrail: filtri input/output, max token, timeout.
  5. Logga tutto: prompt, tool chiamati, output, costi.
// Esempio semplificato con LangGraph
const graph = new Graph();
graph.addNode("plan", planNode);
graph.addNode("act", toolNode);
graph.addEdge("plan", "act");

const result = await graph.invoke({
  input: "Trova i 3 articoli piu letti e invia un riassunto via email",
  tools: [dbReader, emailSender],
  maxSteps: 6,
  guardrails: { maxTokens: 2000, timeoutMs: 30000 },
});

Sicurezza e governance

  • Whitelist di tool: nessun accesso a funzioni critiche senza consenso esplicito.
  • Dati sensibili: offusca PII prima di inviare al modello, usa redaction automatica.
  • Conferma umana: per azioni sensibili, inserisci un passaggio planner->utente->executor.
  • Audit trail: conserva log firmati di prompt e azioni per investigare incidenti.

Test ed evaluation

  • Prompt ostili: prova input con XSS, SQL-like, richieste di bypass policy.
  • Playbook di regressione: set di compiti ripetibili con expected output.
  • Metriche: tasso di successo task, timeout, tool failure rate, costo per task.
  • Simulation: testa con strumenti di eval automatico o harness di e2e.

Costi e performance

  • Token budgeting: limita max input/output, usa compressione o chunking.
  • Cache: memoizza risposte statiche e step di retrieval.
  • Latenza: scegli runtime edge per ridurre round-trip; usa streaming per UX.

Cosa rilasciare in un MVP

  • Un singolo workflow chiaro con tool limitati e sicuri.
  • Timeout definito (es. 30s) e fallback umano/documentato.
  • UI con stato live e elenco delle azioni eseguite (per trasparenza).

Evoluzioni nel 2026

  • Multi-agent con ruoli specializzati e contratti tra agent (service level interni).
  • Tool autodiscovery via MCP: editor/CI espongono tool in modo standard.
  • Supervisione AI-on-AI: un modello controlla output e decide blocchi.
  • Offline caching di embedding per ridurre costi in produzione.